Grazie ai ticinesi

Amici della Svizzera Italiana oggi vi racconto una storia,

una storia ticinese: la “mia storia ticinese”. A dire il vero anni fa io del Ticino non conoscevo praticamente nulla. Si certo, lo avevo attraversato con l’auto per recarmi a Zurigo o comunque per andare verso nord, ma non mi ero mai fermato a Lugano piuttosto che a Mendrisio, al San Gottardo o a Locarno. In poche parole non mi ero mai goduto i paesi di lago, gli alpeggi, le colline o le bellezze architettoniche delle città; per non parlare del ricco paniere dei prodotti tipici. Ero totalmente ignorante in materia.

Poi, come spesso accade nella vita di un uomo,

una serie di circostante fortuite fecero cambiare radicalmente la situazione e il mio conoscere al punto che oggi, spesso, mi capita di pensare di saperne più io del Ticino di tanti ticinesi. Tutto si riconduce alla fine del 2002 quando non rinnovai il mio contratto di lavoro con un grande gruppo televisivo italiano e, all’inizio dell’anno successivo, iniziai ad occuparmi di un nuovo progetto editoriale: Agrisapori.

L’idea nacque durante una cena tra amici

e altro non era che quella di realizzare un settimanale informativo indipendente, sempre televisivo, dedicato ai prodotti tipici e all’agricoltura italiana. Un programma da distribuire non a una sola grande televisione ma a tante piccole emittenti regionali. Sia ben chiaro che il concetto di base era vecchio e che già molte altre produzioni televisive avevano operato in tal senso ma, per noi in quel preciso momento, rappresentava una sfida intrigante e appassionante.

Successe dunque tutto per puro caso.

A poco meno di un anno di produzione della trasmissione Agrisapori, il regista trovò casualmente in internet il sito di Tele Ticino. Ci mettemmo subito in contatto con la struttura, ci trovammo a Melide con un dirigente della TV e portammo con noi una puntata del programma dedicata al Porro di Cervere come dimostrativo del nostro lavoro. A distanza di qualche giorno da quell’incontro seguirono alcune mail e delle telefonate di rifinitura dell’intesa, dopo di che fummo tutti d’accordo: Agrisapori sarebbe stato inserito nel palinsesto di Tele Ticino.

Il programma ebbe subito un buon riscontro

da parte del pubblico, soprattutto come indice di gradimento, probabilmente per la semplicità del linguaggio ma, soprattutto, per il fatto di portare virtualmente nelle case di tanti ticinesi i prodotti tipici della bella Italia. I luoghi più caratteristici, le ricette tradizionali, le differenze territoriali delle varie regioni dello stivale.

Già allora mi sarebbe piaciuto tanto realizzare qualche puntata in Ticino,

ma mi resi subito conto che i tempi non erano maturi e non mi sbagliavo. La maturità arrivò nel 2006 in occasione del centenario del Merlot quando Tele Ticino ideò la rubrica “Gli Uomini del Merlot”: dodici puntate inerenti al mondo del vino cantonale in collaborazione con altrettante cantine. Ne venni con grande soddisfazione e piacevolmente coinvolto.

Dopo quella fortunata esperienza

si presentarono finalmente le condizioni ottimali per girare alcune puntate complete di Agrisapori sulla regione da trasmettere anche Italia: vini, fiere, alpeggi, itinerari turistici e i prodotti tipici della Svizzera Italiana. Arrivò il 2008, anno in cui vide la luce un altro programma prodotto da Tele Ticino: “Ticino in Tavola”. Ancora una volta venni interpellato. Ben sedici puntate da cinquanta minuti l’una interamente dedicate ai prodotti e ai produttori ticinesi, ai luoghi di produzione, ai paesaggi, alle diversità geografiche e climatiche.

Ebbi così modo di entrare in contatto con decine di aziende

scoprendo un Ticino ricco di prelibatezze e straordinario nelle ambientazioni. Si crearono con i produttori buone amicizie tra un formaggio e un salume, un bicchiere di vino e una gazzosa, una bovina a 2500 metri di altezza e un pescatore sul Ceresio.

Agrisapori, Gli Uomini del Merlot, Ticino in Tavola,

programmi che mi hanno permesso di entrare nelle case delle gente con argomenti seri e interessanti, con una informazione tanto discreta quanto realista, con la passione e i sacrifici di chi lavora e il piacere del buon gusto a tavola.

Io generalmente non faccio la televisione delle minigonne,

degli scandali, delle amanti e dei raccomandati politici, dei nani e della ballerine, mi limito a chiedere a chi lavora come si produce un buon formaggio o un ottimo vino, perché i veri protagonisti sono e saranno sempre i prodotti e i produttori. Io sono solo un tramite, o più semplicemente, un’asta per il microfono.

Spero di cuore che il mio lungo viaggio ticinese

tra un grotto e il carnevale di Bellinzona, tra un collega giornalista e un produttore di formaggio, a Capolago o ad Ambrì, abbia lasciato nei cuori della gente del Ticino un buon ricordo. Grazie di cuore a chi mi ha seguito con tanto affetto: per me il ricordo è bellissimo!

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