Il Peperone di Carmagnola

La città di Carmagnola è per estensione territoriale,

tra i comuni con oltre 25.000 abitanti, la seconda della provincia, preceduta solo dal capo luogo. Torino. Vera porta di congiunzione tra il cuneese e il torinese Carmagnola trae le sue radici storiche nel lontano 1034 in un atto con il quale l’abate dell’Abbazia di Nonantola, nel Modenese, cedette a Bosone e Guidone, figli del marchese Arduino d’Ivrea, la signoria di 40 castelli.

La prima famiglia che costruì la città veniva chiamata Aloa,

e quasi certamente si trattava dei discendenti di Alineo Robaldini Vasallo di Ruggero e Ardoino II. La città gode fondamentalmente di un clima temperato-sub-continentale con inverni freddi e umidi ed estati calde e talvolta molto afose. Le temperature in inverno possono scendere anche di molti gradi sotto lo zero con gelate frequenti.

L’attuale economia cittadina

è principalmente legata ai settori della grande industria e della produzione di ortaggi e prodotti cerealicoli. A tal proposito Il ministero delle politiche agricole, d’intesa con la regione Piemonte, ha riconosciuto per la zona di Carmagnola lo status di prodotti agroalimentari tradizionali ad alcune produzioni molto apprezzate come: Il Porro dolce lungo di Carmagnola e il Peperone di Carmagnola.

Per quest’ultimo famosa è la Sagra del peperone

che si svolge annualmente tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. La manifestazione, a carattere eno-gastronomico, dura in genere dieci giorni e attrae più di 250.000 visitatori. L’introduzione del peperone nell’area circostante di Carmagnola risale all’inizio del novecento e la coltura, da subito, riscontrò un grandissimo interesse tra gli agricoltori. Le ottime rese, assicurate dalle ideali condizioni pedoclimatiche, hanno garantito nel tempo buoni redditi.

Il periodo ottimale per la semina

va dall’ultima decade di dicembre alla fine del mese di marzo. Le piante vengono poi trapiantate a file sotto i tunnel a partire dalla prima decade di marzo e in pieno campo dalla prima decade di maggio a fila singola. Con l’arrivo della stagione estiva ha inizio la raccolta. Se ne trovano ben quattro varietà differenti: il Quadrato, a forma quadrata, il Lungo o Corno di Bue, a forma conica molto allungata, il Trottola, a forma di trottola o di cuore e il Tumaticot, a forma tondeggiante, schiacciata ai due poli.

Oggi il peperone di Carmagnola è una risorsa fondamentale per l’agricoltura

e l’economia di questa zona ed è un alimento conosciuto ed apprezzato in Piemonte e in Italia per il colorito giallo intenso o rosso vivace, l’avvolgente profumo, le caratteristiche di qualità e genuinità e, naturalmente, per lo straordinario sapore. Durante le giornate della Sagra del Peperone i ristoratori del territorio e gli stand gastronomici presenti all’evento, lo utilizzano in cucina in svariate ricette spaziando dagli antipasti ai dolci; mentre i produttori si sfidano con i loro gioielli per aggiudicarsi i riconoscimenti più prestigiosi.

La Sagra è un momento importante

per la comunità che ha così modo di far conoscere a migliaia di persone i suoi prodotti e le bellezze architettoniche locali. Oltre alla tradizionale esposizione di peperoni e ai relativi concorsi, alle degustazioni, alla sfilata di “Re Povron” e la “Bela Povronera“, alle esibizioni dei gruppi Folkloristici carmagnolesi, si affiancano serate musicali e spettacoli di vari gruppi e un’area commerciale dedicata agli espositori.

Pensando al passato rammento con piacere,

durante una delle edizioni della sagra di qualche anno fa, un’intervista televisiva che feci con Renato Dominici, tra i colori stupendi delle bancarelle stracolme di peperoni. Renato è stato un ottimo ristoratore del territorio nonché un grande conoscitore dei prodotti locali, lo ricordo con piacere per la sua conoscenza, esperienza e gentilezza.

In quella occasione vidi una grande piazza

con i peperoni ma anche tanti altri sapori tipici di questa parte di Piemonte, tutti in degustazione e vendita per le migliaia di persone presenti in fiera. Il peperone e le sue peculiarità, le proprietà, la sua versatilità in cucina, la leggerezza e la bontà: le mille ricette in cui si può utilizzare.

Poi i peperoni in gara, tra i vari produttori,

con una esposizione di pezzi pregiati che stimolano il desiderio mangereccio alla sola vista. La voce ai produttori, circa 30 in gara, e i destinati alla giuria del concorso. Ricordo la sfilata delle Ferrari a cornice di tanta piacevolezza per il palato e i ragazzi del Consorzio di Produzione. Con loro parlai di produzione, di vendita, di prezzi. Tipologie di prodotto, filiera, semina e raccolta, controlli qualità e disciplinare di produzione, marchio e logo del Consorzio.

Ma a Carmagnola per incontrare i peperoni

ci sono andato varie volte, nelle serre durante la raccolta, in campo da più famiglie di produttori, nei mercati, fino agli utilizzatori finali, quelli che si inventano le novità. Ricordo di avere trovato la grappa al peperone realizzata su base di vinaccia di nebbiolo, ma anche un liquorino con il peperone: un’altra idea da 17 gradi alcolici da servire fredda come aperitivo. Poi i grissini e il pane cotti con i peperoni. E, perché no, il cioccolato e le torte. Fantasia a pieno ritmo.

Il peperone di Carmagnola, un grande prodotto della terra,

di questa terra, che ha saputo conquistare i palati dei più raffinati ed esigenti gourmet del mondo.

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