Il primo vino Bio italiano a Fumetti

Quante storie affascinanti ci ha sempre regalato il mondo del vino,

e quante ancora ce ne regalerà con le sue genti, le sue tradizioni, la sua storia: spaccati del passato sostentati dalle romantiche e affascinanti gesta del lavoro contadino e suggestivi anfratti di un presente tra botti di legno, anfore, strategie di mercato, filosofie e pensieri.

E’ indiscutibile che la grande passione per il vino

abbia contribuito ad alimentare un mercato sempre più interessante; abbiamo così avuto modo di constatare come siano giustamente aumentati gli eventi legati alla promozione e le nuove tecniche di coltivazione delle uve che danno poi il famoso nettare. Per gli amanti della narrativa ci sarebbero spunti letterari in ogni cantina e, se a volte le trame possono apparire simili o ripetitive, in realtà ogni cronaca raccontata tra le vigne e le bottiglie è degna di grande attenzione, ma oggi voglio raccontarvi la  “Storia a fumetti del primo vino Bio”.

Dopo anni di richieste da parte di agricoltori e consumatori

con il Reg. CEE 2092/91 nel 1991 venne emanato il primo regolamento europeo in materia di agricoltura biologica. Partiamo con ordine, il primo vino Bio italiano con autorizzazione T000001è di Gianfranco Torelli, viticultore e fautore per il ritorno alla natura liberandosi dalla chimica. Torelli è operativo da quattro generazioni a Bubbio, paesino della Langa astigiana di circa 900 abitanti.

Appassionato della sua terra, attivista per la rinascita di una Valle Bormida pulita,

dopo la formazione degli studi in Enologia ad Alba, attraverso il suo coraggio la sua costanza e il suo impegno per l’ambiente hanno fatto sì che oltre 25 anni fa, precisamente nel 1992, questo pioniere del biologico imbottigliò il primo vino certificato Bio in Italia: il suo celebre Moscato d’Asti San Gròd dell’Azienda Torelli.

Ma non solo, perseveranza e caparbietà

hanno sempre fatto da cornice a Gianfranco Torelli tant’è che anche la battaglia contro gli OGM viene vinta nel 1999 quando lui eletto da pochi mesi vicesindaco di Bubbio dichiara, unitamente all’allora sindaco, il comune di Bubbio Antitransgenico, un’iniziativa che venne poi seguita da più di 1800 comuni in tutta Italia.

Un uomo che da sempre cerca innova e riscopre le nostre tradizioni più antiche.

Nei vigneti, in primavera, fioriscono come avveniva in tempi ormai remoti, alcune delle più belle orchidee selvatiche del Piemonte a testimonianza che le vigne sono assolutamente lavorate con metodi biologici e in cantina troviamo, tra l’atro, grandi anfore vinarie per fermentare e macerare a lungo dei vini bianchi come già in un lontano passato facevano gli antichi Romani.

Per colorare erudire ed unire storia,

ambiente, arte e vino sempre all’insegna della sostenibilità del futuro e a favore della qualità della vita, insieme a un altro poliedrico uomo, l’artista illustratore Roberto Giannotti, circa 4 anni fa, è nato un progetto decisamente bello e importante. Giannotti ha infatti realizzate 40 vignette sui temi del vino oggi esposte permanentemente all’aperto tra i filari delle vigne di San Grato; è la più lunga Vignetta in Vigna, 70 metri di lunghezza per un metro di altezza in un unico grande telo!

Roberto Giannotti, ligure, giornalista, architetto designer e vignettista:

matita” umoristica di vari quotidiani nazionali, giornali e riviste (Gazzetta dello Sport, La Repubblica, Il Secolo XIX, Guerin Sportivo ecc.) per citarne alcuni è attualmente direttore artistico di Spotorno Comics La Notte delle Vignette, una rassegna nazionale che si tiene a Spotorno da oltre 25 anni di satira e fumetti.

Come designer e scultore ceramista,

oltre alle innumerevoli mostre personali, ha collaborato e partecipato con le sue opere a importanti eventi sia in Italia che all’estero, dalla Biennale di Venezia alla Monash University a Melbourne. Ma non solo, si avvicina alla promozione dei territori e delle eccellenze enogastronomiche dapprima nell’Ufficio Stampa della Provincia di Prato e poi nella Langa Astigiana, quel lembo di terra di confine tra Liguria della Riviera di Ponente e il verde Piemonte che da sempre ha rappresentato e caratterizzato quel legame fatto di scambi e di amicizia.

E’ dal sodalizio e dall’amicizia tra Gianfranco e Roberto

che è nata un’altra lodevole iniziativa, una piacevolissima storia a fumetti, un racconto che promuove e comunica passato e presente, vino e arte, sapori e sapere con la gioia di un piacevole sorriso. Testi curati e deliziosi disegni proprio per raccontare il primo vino Bio del nostro paese. Conoscenza e umorismo, per una storia semplice e simpatica comprensibile a tutti. Un bel lavoro da leggere con spensieratezza e passione per accrescere la propria cultura enologica.

P.S l’opera è disponibile anche in lingua francese

 

Marina Priolo

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