Jean Gilletta, il fotografo che rese celebre la Costa Azzurra

E’ indubbio che se dal XIX secolo la fama della Costa Azzurra

come luogo di evasione e di soggiorno sia balzata ai vertici mondiali, parte del merito va alle migliaia di fotografie scattate da Jean Gilletta. Figlio di agricoltori di Levens, classe 1856, Jean non solo seppe diventare il più noto fotografo paesaggista del sud est della Francia, ma riuscì a dare vita alla più importante società di edizione fotografica della regione.

Jean Gilletta scattò oltre 10.000 fotografie

con l’intento primario di cogliere le diversità, le differenze, ma anche la bellezza e la grandezza, al fine di riuscire a fare condividere al mondo i suoi punti di vista.

Paesaggi, anfratti, angoli e scorci, passeggiate, lavoro quotidiano, sorrisi e sentimenti.

Le sue foto, molte diventate cartoline postali, hanno segnato e testimoniato le emozioni, la natura e la vita del suo secolo. Un’opera fotografica a metà strada tra l’immagine documentaria e la visione artistica. Avanti con i tempi: sia artistici che imprenditoriali.

Nizza, Nissa, Nice.

A partire dalla sua annessione alla Francia avvenuta nel 1860, Nizza non ha mai smesso di evolversi per continuare ad attirare e trattenere la sua clientela turistica. brasserie, ombreggiate, luci, palazzi, casino, ippodromi, bagni. Il clima mite d’inverno e l’armonia dei paesaggi sono il connubio ottimale per una vacanza. Jean Gilletta non smette mai di fotografarne l’evoluzione lasciandoci una testimonianza indelebile di quella che fino al 1914 era definita “piccola Parigi d’inverno”.

Epocali gli scatti di Jean che fecero il giro del mondo.

La Promenade des Anglais et le Palais de la Méditerranée e la celebre fotografia del casino della Jetée con la folla a passeggio. Poi gli hotels e i punti di ritrovo, i saloni e le terrazze, i giardini e i volti del tempo. Anni di Belle Epoque mescolati agli anni folli impreziositi da orchestre zigane e jazz band, gin fizz e cappelli con le piume.

Ma Jean Glletta non fu solo attento al litorale magico

situato tra Genova e Marsiglia che attirava le folle, il suo lavoro, i suoi scatti, la sua arte accarezzarono le montagne e le vallate, la costa e l’attualità.

Il fotografo sul triciclo.

Il triciclo a motore De Dion-Bouton nacque dall’intuizione di Georges Bouton, un meccanico, e del marchese Albert de Dion, un aristocratico appassionato di locomozione. Fu un mezzo di locomozione che ebbe subito un grande successo internazionale con oltre 5.000 esemplari costruiti, e che anticipò la produzione delle motociclette. Nel 1900 la De Dion-Bouton era la più grande casa costruttrice di automobili e distribuiva i suoi motori ad a oltre 50 case. Jean Gilletta acquistò un triciclo a motore nel 1898, mezzo che divenne un fedele compagno di lavoro consentendo all’artista di percorrere migliaia di chilometri raggiungendo i luoghi ottimali per i suoi scatti fotografici.

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