La piacevolezza delle Valli di Lanzo

Il racconto di un territorio si può sviluppare in mille modi diversi.

A volte si inizia dalla storia, in altre occasioni ci si rivolge alle tradizioni, oppure si lanciano sguardi ai paesaggi, alle persone del posto; si può poi esternare il proprio pensiero attraverso le attività che si possono svolgere per arrivare con estremo gusto ai sapori.

Raccontare le Valli di Lanzo nella loro interezza non è semplice,

gli ingredienti della ricetta sono davvero tanti, calcolando inoltre il contesto storico in cui stiamo vivendo: pandemia, globalizzazione, uniformità dei prodotti proposti dai mercati e la concorrenza di tante località turistiche italiane e straniere.

Ma queste valli, affascinanti e ospitali,

meritano di essere non solo raccontate ma evidenziate a tutti coloro che amano quella montagna ancora in parte immutata, dalla natura selvaggia, che offre durante tutti i mesi dell’anno la possibilità di un piacevole soggiorno.

Parliamo di tre valli delle Alpi Graie piemontesi

situate a nord ovest sopra la città di Torino. Dal centro della prima Capitale d’Italia le si raggiungono in un’ora di auto e distano pochi chilometri dall’aeroporto internazionale di Caselle Sandro Pertini.

Sono valli ricche di sentieri

sui quali camminare per ore godendosi interessanti escursioni naturalistiche, si possono praticare lo sci alpino e di fondo, visitare svariati musei che abbracciano differenti tematiche, visitare antichi santuari, vivere il fascino dei piccoli villaggi tra vie e piazzette suggestive e, infine, respirare l’aria dei tanti eventi che vengono organizzati sia d’estate che d’inverno.

Tra i tanti musei vi segnalo l’ecomuseo dei Chiodaioli

nel Comune di Mezzenile. Qui un tempo erano specializzati nella produzione di chiodi per calzature al punto che, i giovani che li realizzavano, erano esenti dal servizio militare data l’importanza del manufatto.

Le tre valli: Val Grande, Val d’Ala e Valle di Viù,

sono un susseguirsi di piccole località che risultano il giusto biglietto d’ingresso allo spettacolo della vacanza slow; proprio oggi in cui sentiamo il bisogno della riflessione, di un ritaglio di tempo per una pausa che ci riporti alla normalità della vita: una vita che ha bisogno di gesti e luoghi antichi per vivere meglio la modernità.

Luoghi come Ala di Stura, Ceres, Usseglio, Pessinetto, Coassolo,

Balme, Viù, Vonzo, Pialpetta, Mezzenile, e poi il Col del Lys, il Pian della Mussa e la stessa Lanzo da cui prendono il nome le valli. Credetemi, ne ho citati solo alcuni ma in realtà sono veramente tanti. Molti si presentano come veri gioiellini tra i monti, con straordinarie vedute panoramiche, ricchi di una cultura millenaria, di pascoli e di antichi luoghi di culto. Chiese, campanili, santuari, ma anche ville bellissime di inizio 1900 quando, chi poteva permetterselo, soggiornava su queste montagne svariati mesi dell’anno.

Fu la ferrovia che, aperta da Torino a tratti

(il primo è datato 1868) rese possibile lo sviluppo turistico ed economico delle valli innalzandole a meta turistica di prim’ordine. A testimonianza di quel florido passato oltre alle tante ville nobiliari, i grandi alberghi, alcuni attivi ancora oggi, che evidenziano lo stile di vita di quegli anni di belle epoque. Della ferrovia non perdetevi le piccole stazioni costruite, nella tratta Lanzo Ceres, tutte tra il 1913 e il 1916 in squisito stile svizzero, e il grande ponte in cemento armato lungo poco meno di 200 metri posizionato poco prima dello scalo di Ceres. La ferrovia Torino Ceres fu la prima ferrovia al mondo ad avere adottato la corrente continua ad alta tensione.

Passeggiate, escursioni, sci, relax nei tanti locali tipici

ma anche arrampicate sulle rinomate cime come: Rocciamelone, Levanne e Bessanese, parapendio, canoa, mountain bike, cavallo, trekking spetta solo al turista come e dove apprezzare al meglio la vacanza. Una nota da segnalare a chi ama camminare a grandi livelli è quella che attraverso alcune località delle valli passa la GTA ovvero la Grande Traversa delle Alpi, 1000 chilometri dalla Val Tanaro al Lago Maggiore. E’ l’anello delle Valli di Lanzo con paesi e rifugi.

Per soggiornare non avete che l’imbarazzo della scelta

perché potete trovare, spalmate nelle varie località, tutte le tipologie di sistemazione turistica. Dal Grand Hotel al B&B, dall’albergo all’affitta camere. Ad Ala di Stura per esempio c’è il Grand Hotel Ala di Stura. Pensate che venne inaugurato nel 1910 e ai quei tempi era un’opera colossale: 200 stanze, appartamenti, tutte le camere con acqua corrente, autorimessa, ascensore, campi da tennis e giardini: una vera chicca. Ristrutturato alla metà degli 70 oggi propone 16 camere doppie per un totale di 38 posti, giardino, veranda e un ristorante dalla capienza di 250 persone su 4 sale differenti. Inoltre dispone di un centro benessere di recente costruzione con vasca idromassaggio, doccia emozionale, sauna finlandese.

Se invece volete affittare una bella camera vi segnalo a Pessinetto Fuori,

il Mondo in Valle: locanda tipica e affittacamere. Parliamo di 5 stanze con servizi e acceso privato indipendente con codice elettronico, una dotata di sauna e 2 accessibili ai disabili. Sono tutte e 5 arredate in modo differente e delizioso, rievocano i 5 continenti motivo per cui gli arredi sono a tema: stupenda l’Africa. Alla locanda i piatti tipici della tradizione come il vitello tonnato preparato alla vecchia maniera, e poi i taglieri con i prodotti tipici locali di cui a breve vi racconterò.

Piccole ma caratteristiche camere le trovate

nel gradevolissimo borgo di Ceres a due passi dall’antico campanile datato 1100. E’ il ristorante albergo Valli di Lanzo (Valàdess at Lanss coun Oubèrgi) regno della buona gastronomia in cui la cucina ha occhi di riguardo per la tradizione piemontese con qualche incursione esterna. Ottima e ricca la cantina con grandi etichette italiane e francesi: intrigante davvero per gli champagne. In ultima battuta nel Comune di Pialpetta un albergo ristorante molto apprezzato per la quiete in particolare dalla clientela teutonica è l’albergo ristorante Setugrino.

Non mancano gli agriturismo:

per esempio a Mottera c’è il Corvo Reale ambientato in una villa storica. Qui producono anche verdure e formaggi di capra. Oppure a Vonzo si trova La Bellavarda a quota 1300 metri in un contesto di borgo montanaro.

Soggiornare e stare bene a tavola nelle valli

non è difficile, in ogni villaggio c’è la possibilità di gustare i sapori locali arricchiti da una storia gastronomica secolare. Ristoranti, locande e osterie propongono per lo più una cucina tradizionale, in alcuni casi rinnovata con ricette raffinate, ma certamente idonea per soddisfare qualsiasi palato: dal piatto gourmet alla friggitoria.

In tal senso vi segnalo il Tempelier di Mezzenile,

qui le fritture, la selezione di hamburger e le pizze sono ottimi spunti per una determinata pausa che richiede certi sapori. Sempre a Mezzenile nel borgo vecchio c’è il Vecchio Borgo, altra tipologia di cucina e una interessante selezione di birre. Ancora a Ceres merita una pausa l’Osteria del Quinquèe (termine con cui si indicava la lampada ad olio).

Altre alternative le trovate a Margonne con il Caminetto,

a Groscavallo con il Cit ma Bun e poi ancora a Traves con la trattoria da Luciana. Il resto, ed è veramente tanto, ve lo lascio scoprire di persona. Vi rammento invece qualche prodotto tipico delle valli. Su tutti regna la Toma di Lanzo (PAT), un ottimo formaggio a latte vaccino a pasta molle o semidura. Con la Toma nei mesi freddi vi consiglio di assaggiare assolutamente la celebre polenta concia. E’ diversa da quella che si fa in altre regioni, qui bisogna sciogliere la Toma, non grassa e non magra, nella polenta fino ad ottenerne una crema unica. A parte si fa fondere il burro con una cipolla, burro che poi verrà versato sulla polenta.

Un altro prodotto tipico della valli è il salame di Turgia.

Si tratta di un salame ottimo da consumare crudo e fresco, magari servito sul tagliere, ma anche da stagionare come i salumi di carne suina. Volendo lo si può cuocere per poi abbinarlo ad altri sapori locali. Viene prodotto con carne di mucche a fine carriera, lardo, sale, pepe in grani e spezie. Nella valli si producono anche i salami di capra e di cinghiale.

E poi c’è l’arte della panificazione,

e allora grissini buonissimi e i famosi Torcetti di Lanzo. Nati anticamente come dolci a base di pasta di pane e in un secondo tempo passati nello zucchero o nel miele e cotti nei forni a legna delle famiglie, nel tempo si sono trasformati. Oggi sono più piccoli, preparati con farine meno grezze unite al lievito e dal 1800 sono diventati un vero prodotto di pasticceria secca.

Ci sarebbero mille altre informazioni utili

per una vacanza nelle valli, ma è giusto che sia il pubblico a visitarle e goderle. Di sicuro posso ancora dire che sono montagne veramente molto belle che vi regaleranno delle emozioni. Se avrete la compiacenza di visitarle non dimenticate di fare un giro a Lanzo e vedere lo storico Ponte del Diavolo. Edificato nel 1378 con lo scopo di unire Torino con Lanzo e le sue valli è oggi motivo di attrazione turistica sul territorio. In rete trovate fiumi di informazioni io mi limito a dire che nelle vicinanze potete fare una pausa mangereccia nel vicino ristorante Devil’s Bridge: pranzo a prezzo fisso.

Le valli vi aspettano, vi aspetta Lanzo

e tutte le località montane, vi attendono luoghi, profumi, sapori e colori, vi aspetta la gente valligiana con la sua storia e le sue tradizioni. Buona permanenza nelle Valli di Lanzo.

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