Marentino e i suoi “Rebus”

E’ con un pizzico di emozione

che mi accingo a scrivere queste poche righe su Marentino, molti infatti sono i ricordi di gioventù che riaffiorano alla memoria facendomi rivivere dolci emozioni. A Marentino, piccolo borgo di origine medioevale posto sulla collina ad est di Torino, ci andavo da giovane con gli amici, nel periodo della bella stagione; quelle colline sabaude colorate e profumate, dolci, armoniose e delicate.

A parte la bellezza paesaggistica Marentino ha dalla sua preziose testimonianze

architettoniche del passato, come la Chiesa Parrocchiale, la cui torre campanaria era parte attiva di un antico castello e dal cui piazzale si scorge molto bene in lontananza la Basilica di Superga. La Pieve di Santa Maria dei Morti del XIII secolo, interessante esempio di architettura romanica, la Cappella di San Rocco, il castello di Maiolo e quello di Vernone, casa Zuccala, la Pieve di Santa Maria Maddalena di Avuglione e tanto altro.

Il paese da Torino dista circa 20 Km

e non arriva a 1400 abitanti. Nonostante ciò da oltre 20 anni va in scena, l’ultima domenica di settembre, la Fiera del Miele in abbinamento, ma questa è più recente, con la mostra mercato regionale dei prodotti agroalimentari e dell’artigianato locale: ed è proprio per questo motivo che ci sono tornato dopo tanto tempo, per vedere e assaggiare qualche miele del territorio.

Il miele l’ho trovato, anzi ne ho trovato di diverse tipologie e molto buoni,

ma mi sono anche imbattuto in quella che per me si è rivelata come una piacevolissima novità: i “Rebus” sui muri. Questa particolare storia è nata qualche anno addietro da una brillante idea, dalla collaborazione tecnica ed artistica di una squadra composta da persone qualificate e dalla disponibilità del celebre settimanale: “La settimana enigmistica”. Queste in sostanza le atmosfere che hanno partorito le condizioni più adeguate affinché artisti di grande spessore possano anno dopo anno interpretare paesaggi, natura, tradizioni, ricordi, affetti, emozioni, sogni, pensieri, realtà quotidiana in chiave misteriosa: in “Rebus”. Dove? Sui muri!!! Quei muri di Marentino e delle sue frazioni che, come per incanto, con un tocco di colore si trasformano in tele bianche e porose.

Dunque se non vi è mai capitato di passeggiare per le vie di un paese e,

tra una casa antica e una moderna, una pianta di nocciole e un arnia, una chiesa e un castello, osservare i muri e provare a risolvere dei Rebus a Marentino potete farlo. A realizzare le opere d’atre Rebus sono stati artisti del calibro di: Sandro Bardelli, Salvatore Caramagno, Mario Carattoli, Giuseppe Massimino, Franco Mora, Roberta Avidano, Barbara Galizia, Damiano Valbusa, Tiziano Lucchesi, Paola Magini, Luca Pagan, Oksana Milovzorova, Lorenzo Dondi, Sophie Rose, Adelaide Rogliatti.

Una bella emozione davvero, una chicca in più per quel piccolo scrigno di preziosi

che è Marentino. I “Rebus” murales facili e difficili da risolvere ma indubbiamente realizzati da mani esperte, capaci, consapevoli di imprimere alle pareti forme e colori perfettamente integrati con un ambiente circondato dal verde della natura. Bravi tutti, gli ideatori, i finanziatori, gli artisti, gli abitanti dei borghi e i tanti visitatori che raggiungono le colline torinesi regolarmente e in costante aumento da un diversi di anni a questa parte.

E così tra i barattoli di miele e i Rebus,

i prodotti tipici e i miei ricordi di ragazzo è trascorsa una bella domenica settembrina sulle dolci colline di quella che un tempo è stata Capitale, prima politica e poi industriale del nostro Paese e che ora si accinge ad essere sempre più polo culturale e, perché no, gastronomico della vecchia Europa: Torino, la mia città.

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