Un guanciale tra le macine

Chi come il sottoscritto per motivi di lavoro

trascorre buona parte della vita tra un albergo e un hotel, un bed and breakfast e un appartamento, ciò che sto per raccontare può tranquillamente essere compreso e condiviso. Premesso che in tanti anni di attività e dopo avere soggiornato in migliaia di strutture io possa affermare con serenità che la media qualitativa in Italia è decisamente buona, ci sono posti e posti.

Mi spiego meglio. Molti dei luoghi in cui ho passato

una o più notti francamente proprio non me li ricordo, e non per mancanza di rispetto o per lo stato di senilità che avanza, ma semplicemente perché non mi hanno regalato nessuna emozione. E’ come quando assaporo un piatto, non mi interessa chi lo ha cucinato, se uno chef blasonato o la signora Maria dell’agriturismo: mi deve emozionare e allora lo ricordo con piacere.

Ecco perché di tante strutture ricettive

non rammento il colore dei tendaggi, la posizione della televisione, il profumo delle saponette, i balconi e le finestre, di alcune non ricordo neanche dove siano, geograficamente parlando. Ma qualche volta succede l’esatto contrario, non solo memorizzo come un hard disk ma ne parlo con enfasi e con soddisfazione elargisco consigli in merito agli amici e chiaramente a chi mi legge.

Mi è successo di recente, per esempio, di avere preso alloggio

presso un vecchio mulino ad acqua al confine tra la Liguria e la Toscana, tra le Alpi Apuane e il mare, in quella terra affascinante chiamata Lunigiana. Vi parlo del territorio di Casano di Ortonovo, Luni (SP) in cui potete trovare anche voi il Casale Amati. Il casale è come una ricetta dagli equilibrati ingredienti: storia, fascino, quiete, servizi, ospitalità e gentilezza.

E’ in realtà una lunga storia

che vide la luce nel lontano 1300 quando il piccolo frantoio ad acqua, con macine di pietra, lavorava grazie all’acqua del fiume Parmignola. Verso la fine del 1700 il proprietario, Marchese Amati ampliò la struttura suddividendola in parte per la produzione dell’olio e in parte, come si direbbe oggi, come casa vacanze: vi soggiornava la Marchesa Eloisa Franchina Ingolotti, bisnonna degli attuali proprietari.

La spremitura delle olive si è protratta fino alla metà del 1900,

quando gli italiani si trovavano al bar per vedere lascia o raddoppia, per essere poi fermata definitivamente e il casale trasformato totalmente in abitazione. Si arriva ai nostri tempi e nel 2016 con l’ultima ristrutturazione, eseguita dalla famiglia con meticolosità e tanta attenzione, il vecchio frantoio ha cambiato look ed è diventato un luogo di soggiorno in cui respirare tutta la storia che possiede tra ingranaggi di legno e torchi, macine e attrezzi del passato. In poche parole un luogo che regala emozioni come un abbraccio affettuoso.

Tre appartamenti ideali per le famiglie,

eleganti e sobri allo stesso tempo, spaziosi e caldi, in cui nulla è lasciato al caso ma tutto ricorda ciò che è stato e come è stato vissuto. Sono ambienti armoniosi che consentono di estraniarsi dal mondo circostante e con la mente di rivivere l’antica nobiltà rurale. In una di queste stanze, nota storica, venne ospitato per tre notti Giuseppe Mazzini durante una fuga dalle autorità per via delle sue idee politiche.

Gli interni, ma anche gli esterni,

il pregevole e ampio giardino con i suoi ulivi e la conformazione tipica del secolo scorso. E poi arbusti, piante rare e da frutto che donano un’atmosfera rilassante tra le verdi colline del comprensorio anche solo per vivere un fine settimana in armonia con la natura.

Come se non bastasse tenete presente

che parlo di un casale posizionato a due passi dal mare, da dove si possono raggiungere le 5 Terre, o Viareggio, giusto per citare due punti strategici di grande richiamo turistico. Personalmente vi consiglio di non trascurare i borghi circostanti come Ortonovo e Nicola: due chicche preziose posizionate su due colli da dove godersi un panorama romantico e indimenticabile sul mare. E poi c’è Luni con il parco archeologico romano, le dolci spiagge e tutte le comodità dei giorni nostri.

Per la cena un salto al ristorante la Chioccia d’Oro

da Laura Venturini a Luni Mare dove assaporare la buona carne e le verdure negli ampi spazi aperti, e per il pranzo si va all’agriturismo La Sarticola a Casano dove la cucina è impreziosita dalle ricette tipiche locali e l’ombra e l’aria fresca non mancano.

Annaffiate il tutto con dell’ottimo Vermentino Colli di Luni

di Bosoni e, se vi avanza tempo, andate a visitare la sua bellissima cantina perché è a pochi chilometri e ne vale la pena: è veramente molto bella. Del mio soggiorno al casale, del mio guanciale tra le macine ho un ricordo armonioso e caldo così come dei borghi che vi ho citato, delle persone che ho incontrato, a partire dagli amministratori di Luni, dei sapori che ho gustato. La scarpazza, la schiacciatina, la panissa, i ravioli di pesto, le carni alla griglia, gli sgabei con i salumi e i formaggi nostrani della Val di Vara, e infine la deliziosa torta di riso dolce.

Il Vermentino classico ma anche quello nero

che ben si sposa con la cucina locale. Gli elementi per una deliziosa vacanza su questa terra credo non manchino, dalla storia alla cucina, dai borghi alle strutture di ricezione turistica, dal mare alle località blasonate che il mondo ci invidia. Per avere tutte le informazioni dettagliate consultate il sito di Luni Turismo.

Luni Turismo

www.lunitursimo.it

Casale Amati

www.casaleamati.com

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