Una meraviglia chiamata pietra lavica

Tra le bellezze paesaggistiche e territoriali

del nostro paese le isole, maggiori e minori, offrono ai visitatori panorami naturali di rara bellezza. Veri spettacoli che solcano nella mente emozioni uniche e indimenticabili. Una di queste terre emerse dal mare è la Sicilia, la perla del Mediterraneo, il piccolo continente, l’isola che colpisce, stordisce e rapisce al primo sguardo. La meraviglia delle sue coste frastagliate e rocciose in alcuni tratti, dorate e sabbiose in altri; i colori della vegetazione che si miscelano alle armoniose curve di un territorio che cambia in continuazione fino ad apparire in movimento.

La mano dell’uomo anch’esso diverso nei secoli per cultura,

tradizione e religione che ha plasmato l’isola rendendola scrigno e crogiolo di storia vissuta e tramandata. I Templi Greci, il Barocco, i segni dei passaggi arabo, normanno e spagnolo, le grandi chiese cristiane e il nuovo che avanza. Le acque siciliane baciate dal sole caldo del sud sono tra le più limpide, trasparenti e cristalline del Mediterraneo, accarezzano le spiagge basse e sabbiose e gli scogli lavici attirando ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo che di questa parte d’Italia ne restano innamorati.

Le isole minori incastonate in piccoli arcipelaghi

altro non sono che lembi di terra dalla bellezza unica e inconfondibile voluta da un grande Dio: da Salina a Pantelleria, da Favignana a Lampedusa, solo per citarne alcune. E poi c’è “lui”, vero e proprio gigante della natura, signore del tempo, elemento di fuoco che si miscela all’acqua, anima della Sicilia; temuto, rispettato e amato dalla gente. L’Etna, il vulcano.

Situato nella catena montuosa dei Nebrodi supera i 3.300 metri di altezza

ed è il vulcano più grande d’Europa, uno dei più attivi al mondo. Per gli abitanti della zona è indiscutibilmente parte integrante non solo del territorio, ma della vita stessa; è come un grande padre che detta i ritmi e scandisce il tempo che passa. E’ vivo, sempre, e si fa sentire con regolarità offrendo spettacoli naturali unici e straordinari, e al contempo lasciando qualche volta dietro di se amaro e sconforto. Lui comanda e l’uomo accetta incondizionatamente le sue volontà che maturano nel ventre della terra incandescente: la convivenza è la naturale conseguenza del connubio uomo montagna.

Ai piedi dell’Etna una parte di Sicilia

tutta da scoprire e conoscere, vivere e respirare, assaporare e gustare. La grande città, Catania, e un susseguirsi di piccoli e medi comuni, un anfratto dove la terra incontra il mare e anche i sapori si miscelano tra acqua e fuoco. Il pistacchio più pregiato del mondo incontra i funghi, mentre i vini da vitigni autoctoni, straordinari interpreti di un terreno lavico, regalano nel bicchiere il sale del mare e l’armonia della montagna.

Lava, lava e ancora lava. Il vulcano è anche amico,

regala all’uomo la sua linfa, il suo nettare, il suo io: La pietra lavica. Materiale durevole, versatile e resistente agli sbalzi termici, la pietra ha stimolato nei secoli il lavoro artigianale degli abitanti del posto contribuendo all’economia locale e oggi viene apprezzata in campi differenti come l’edilizia e l’arte.

La pietra si estrae dalle cave

e la si lavora (come il marmo in altre zone), i grandi blocchi vengono tagliati e sagomati a seconda delle richieste. Ci vuole maestria e sapienza per trasformare ciò che esce dalle viscere della terra in piastrelle bellissime, sapientemente dipinte dagli artigiani, blocchi per strade, per interni delle case, per abbellire cucine e bagni. Ma anche opere d’arte uniche e affascinanti.

Nei secoli, l’estrazione e la lavorazione della pietra lavica

hanno tramutato una tradizione in un mestiere artigiano dalla professionalità molto alta e richiesta, capace di plasmare il suggestivo materiale in arredi e manufatti dal sapore unico. Oggetti che regalano una piacevolezza estetica delicata e armoniosa e che portano in se il fascino di una pietra priva di tempo.

La lava si differenzia in base alle storiche colate,

le eruzioni del vulcano nei secoli, e i blocchi più profondi racchiudono una bellezza che ha il sapore del selvaggio e il colore del mistero. Dopo l’estrazione vengono trasportati nei centri di lavorazione dove mediante l’impego di moderna tecnologia subiscono un primo taglio e in seguito i vari sezionamenti in base alle dimensioni e alle esigenze. Ho parlato di piastrelle sia per le cucine che per i bagni, da pareti e da pavimenti. Poi piatti, vasi, anfore, lampade, oggetti d’arredo, arte sacra e funeraria.

C’è poi il processo artisticamente più apprezzato

che avviene nella trasformazione della pietra in ceramica. Per procedere in tal senso bisogna che il basalto lavico venga cosparso di uno strato di smalto e successivamente lasciato asciugare per almeno dodici ore, prima di poter passare la mano agli artisti e provvedere alla decorazione artigianale. Per ottenere i massimi livelli di qualità e bellezza il connubio tra arte e tecnica deve essere perfetto, ecco perché i decoratori della Sicilia sono oggi famosi e apprezzati in tutto il mondo.

E’ nella loro abilità e maestria,

nonché nella volontà all’operosità di un popolo che ha saputo sviluppare inventiva e gusto decorativo, che riscontriamo il profondo legame tra il territorio e l’uomo. Ed è così che scorrono le giornate ai piedi dell’Etna, come un tacito accordo tra le mani e la lava, la montagna e il mare, l’uomo e il vulcano, l’incandescente e l’arte, il ventre e l’anima.

Il vulcano che brontola costantemente,

che si erge a simbolo di una terra e di un popolo, che custodisce segreti e ne regala il senso, che fuma e s’imbianca di neve, che tutto copre e tutto scopre, che stupisce e incanta, in fondo…senza chiedere mai nulla a nessuno.

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